Intenzionalmente e – per chi osservi con altri occhi – visionariamente realistica,l’arte di Carlo Piagentini si muove tra portoni e finestre, luoghi dell’ingresso e dell’uscita, della perdita e della ricerca di senso.La sua pittura ritrae le forme di un quotidiano dall’apparenza domestica, rassicurante o perfino pittoresca; eppure rispecchia, cattura, fissa gli spazi, gli oggetti di un abbandono enigmatico o di una inquieta presenza/assenza umana.La solarità e la quiete, l’intensa bellezza e la suggestionedei suoi portonicontengono, come in un breve componimento allusivo,un’inquieta fissità, un’ambiguità sospesa; racchiudono –si direbbe proprio nelle loro tonalità più intense –le soglie di un’ enigmae forse di un precipizio appena accennato, dove la ricerca e la possibilità di una dimensione storica ed estetica della realtà proteggono dal rischio della caduta.La ricerca figurativa di Carlo Piagentinicelebra e monumentalizza, così, i luoghi della quotidianità e di una storia minore e - insieme - frantuma, scompone i monumenti della storia maggiore, in un gioco comunicativo, critico/analitico, di scomposizioni e ricomposizioni, d’appaesamento e di spaesamento, di perdita e ricerca di sé.-

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ultima modifica:29/11/2006